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sabato 13 ottobre 2012

Sabotare la Macchina...

Un altro utile esercizio, per scardinare re-azioni meccaniche della propria psiche, conseguire un maggior controllo delle proprie azioni e tutti i vantaggi che ne derivano, consiste nell'abbandonare o modificare volontariamente alcune abitudini che, anno dopo anno, si sono "naturalmente" cristallizzate......
Non si tratta di giudicare sbagliate o meno certe abitudini, ma di riconoscerle, utilizzarle attivamente e produrre uno sforzo cosciente di VOLONTA' per allenare la PRESENZA MENTALE ovvero la concentrazione sulle azioni e sull'attimo che si sta vivendo, il celeberrimo HIC ET NUNC.
Ma veniamo agli esempi pratici: è possibile eliminare dei modi di dire, delle frasi fatte, delle esclamazioni (volgari e non) o alcuni intercalari (solitamente sensa senso come "cioè", "praticamente", "delle volte", "anche", "pertanto" etc) che vengono inserite nei discorsi. Da principio, come per tutti gli esercizi di questo tipo, ci si accorgerà solo dopo aver pronunciato la parola che si deciderà di evitare, è pressochè inevitabile ma è indice che l'esercizio comincia a dare i suoi frutti. L'utilizzo involontario di tali parole verrà quindi utilizzato come "campanello di allarme" per portare attenzione su di sè. Dopo pochi giorni, ci si libererà da parole che da anni appesantiscono i propri discorsi, ma si vuole ribadire che lo scopo dell'esercizio è portare attenzione su di sè, non modificare il proprio vocabolario perchè quello in uso non è più alla moda....

mercoledì 19 settembre 2012

Essere o Lamentarsi...

Al fine di riprendere il controllo di quanto avviene nella mente e dissolvere circuiti neurali consolidati (che tipicamente tengono in vita vecchi traumi, solite paure, consueti vizi etc.) esiste una pratica, o meglio una non-pratica, tanto efficace quanto sottovalutata da chi non l'ha mai sperimentata: la NON-LAMENTELA.

Se d'inverno ci si lamenta per il freddo e d'estate per il caldo, se il traffico è così disturbante che non si vede l'ora di arrivare sul posto di lavoro per lagnarsi con i colleghi, se tutte le volte che prendiamo la minestra o scotta o è troppo fredda, questo modo di agire può fare miracoli!

La lamentela parte da uno stato emotivo molto spesso pre-esistente alla situazione che spinge l'individuo a dedicarcisi. Se ci si alza con il "piede sbagliato" e il livello di auto-osservazione è così limitato da non rendersene conto,  non si perderà occasione per lamentarsi. Anzi si andrà inconsciamente alla ricerca di motivi di lagnanza o ci si lamenterà di qualcosa che fino al giorno prima non aveva mai rappresentato un problema.

La lamentela, soprattutto quella completamente inutile (Esempio: "Che tempo di merda!") non solo rappresenta uno spreco energetico notevole per se stessi ma è una fonte di disagio per i propri interlocutori. Chi vive nella lamentela trascina dietro a sè  la cosiddetta "nuvola di Fantozzi" e risulta pedante e antipatico agli occhi degli altri, che inizieranno a lamentarsi (sic!) del suo modo di fare.

martedì 4 settembre 2012

Viso, Muscoli e Tensioni...

Il viso di  un essere umano contiene circa 43 muscoli,  il numero varia da soggetto a soggetto (un interessante studio del 2008, pubblicato su ScienceDaily, ha evidenziato come alcuni individui ne posseggono solo il  60% di quelli conosciuti).
La funzione dei muscoli facciali detti mimici, è di contrarsi o rilassarsi modificando le espressioni del viso a seconda degli stati d'animo. Sono numerosissimi gli studi che trattano la comunicazione non verbale e il riconoscimento delle emozioni degli interlocutori, partendo dalle differenti mimiche facciali. Il viso è  la parte del corpo che più di tutte esterna la personalità e le emozioni. Nell'antica grecia il termine persona (prósōpon) veniva utilizzato per indicare il volto di un individuo ma anche le famose maschere degli attori teatrali.