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sabato 13 ottobre 2012

Sabotare la Macchina...

Un altro utile esercizio, per scardinare re-azioni meccaniche della propria psiche, conseguire un maggior controllo delle proprie azioni e tutti i vantaggi che ne derivano, consiste nell'abbandonare o modificare volontariamente alcune abitudini che, anno dopo anno, si sono "naturalmente" cristallizzate......
Non si tratta di giudicare sbagliate o meno certe abitudini, ma di riconoscerle, utilizzarle attivamente e produrre uno sforzo cosciente di VOLONTA' per allenare la PRESENZA MENTALE ovvero la concentrazione sulle azioni e sull'attimo che si sta vivendo, il celeberrimo HIC ET NUNC.
Ma veniamo agli esempi pratici: è possibile eliminare dei modi di dire, delle frasi fatte, delle esclamazioni (volgari e non) o alcuni intercalari (solitamente sensa senso come "cioè", "praticamente", "delle volte", "anche", "pertanto" etc) che vengono inserite nei discorsi. Da principio, come per tutti gli esercizi di questo tipo, ci si accorgerà solo dopo aver pronunciato la parola che si deciderà di evitare, è pressochè inevitabile ma è indice che l'esercizio comincia a dare i suoi frutti. L'utilizzo involontario di tali parole verrà quindi utilizzato come "campanello di allarme" per portare attenzione su di sè. Dopo pochi giorni, ci si libererà da parole che da anni appesantiscono i propri discorsi, ma si vuole ribadire che lo scopo dell'esercizio è portare attenzione su di sè, non modificare il proprio vocabolario perchè quello in uso non è più alla moda....

martedì 7 agosto 2012

Respiro Consapevole...

In presenza di forti emozioni, una delle prime e delle più evidenti re-azioni corporee è il cambiamento dei ritmi respiratori.
Non a caso il comune detto "rimanere senza fiato" lascia supporre che il soggetto sia stato testimone di un evento strabiliante mentre, muovendoci su esempi più tristi, durante un attacco di panico la respirazione diviene terribilmente affannosa e superficiale, alimentando il poco piacevole senso di asfissia percepito.
Si tratta quindi di cambiamenti involontari delle modalità respiratorie del corpo, a fronte di percezioni di situazioni reali, ricordi o pensieri di qualsiasi tipo.
Nelle arti marziali orientali il respiro, praticato coscientemente, è necessario per il mantenimento del ki, l'energia vitale, di cui ognuno ha una razione quotidiana ma che quasi tutti dissipano nella frenetica produzione dei soliti pensieri associativi involontari e relative emozioni.
Continuando sulla scia degli esempi tristi, chi (sic!) è affetto da depressione e si lamenta sempre, di ki ne ha poco o addirittura ne è in debito come una carta revolving, cosicchè si aggrappa al ki degli altri e/o magari alla lunga si ammala (purtroppo, non solo la saggezza popolare del "farsi un fegato così dalla rabbia", ma anche la scienza, ha dimostrato che buonumore e salute viaggiano accoppiati come Mimì e Cocò).